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Utility ColorSync: profili colore a confronto

Qualche settimana fa ho scritto un post sulla "teoria dei secchielli", un metodo molto alternativo e naif per spiegare in maniera elementare il motivo per cui alcuni colori visualizzati a video non possono essere riprodotti in stampa.

Ho preso qualche insulto dai tecnici preparati, l'avevo messo in conto, ma sono stati tanti a riconoscere nella semplicità del post un modo efficace per spiegare, senza troppi leziosismi, i concetti complicati che si celano dietro la stampa e la conversione colore.

Ora vediamo di introdurre un concetto abbastanza scontato tra gli addetti ai lavori ma che trova impreparati tantissimi altri professionisti: il Gamut.

"Il gamut di un dispositivo o di una periferica, termine inglese derivato dal medio latino gamma-ut che indicava una scala di note, è l'insieme dei colori che il dispositivo o la periferica è in grado di produrre, riprodurre o catturare ed è un sottoinsieme dei colori visibili." Wikipedia

Definizione elementare che può essere ancor più semplificata con una rappresentazione grafica: a questo serve Utility ColorSync, disponibile su qualsiasi Mac. Con Utility ColorSync è possibile creare una rappresentazione anche tridimensionale dei nostri profili colore, confrontarli e sovrapporli.
Ho voluto prendere in esame tre casi molto standard, che trovano applicazione quotidiana e che sono di semplice comprensione.


Nell'immagine proposta sono stati confrontati due profili standard per il metodo colore RGB: Adobe RGB1998 (in trasparenza) e sRGB. Il secondo non è altro che un sottoinsieme del primo: in fotografia, ad esempio, è sempre consigliabile scattare utilizzando il profilo Adobe RGB 1998 che, essendo un "secchiello più grande", ha la possibilità di rappresentare un maggior numero di colori. l'sRGB è utilizzato nel il web: una conversione da Adobe verso sRGB ci farebbe perdere tutte le informazioni colori che servono, ad esempio, a rappresentare il verde fluorescente o le tonalità più accese di rosso.


In questa seconda immagine ho lasciato in trasparenza l'sRGB e sovrapposto l'Iso Coated V2 300, consigliato dal Ghent come profilo di riferimento per la quadricromia. In questo caso specifico, alcuni colori compresi nel metodo colore RGB non possono essere rappresentati in CMYK e la cosa si verifica anche a parti invertite: alcuni colori verde/blu sporgono oltre la sagoma SRGB, diventando di fatto la parte non rappresentabile dai dispositivi che utilizzano sRGB.


In quest'ultimo caso, ho confrontato l'sRGB con un profilo di destinazione, nello specifico quello di default installato su una Canon ImagePress C6000VP. Questa è la rappresentazione grafica di quanto scritto nella "teoria dei secchielli": l'sRGB è sicuramente un contenitore più ampio di informazioni colore i quali, se fossero stampati sulla Canon indicata, sarebbero inevitabilmente persi.

Approfondire la conoscenza sui profili, sui metodi colore e di conversione è un tassello importante della formazione non solo di un buon operatore di prestampa ma anche di grafici e creativi che vogliono comprendere le dinamiche della stampa e prevedere, con ragionevole certezza, le problematiche da evitare quando si consegna un lavoro al proprio fornitore.

Raffaele Angelillo

Raffaele Angelillo

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