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Affinity, la suite completa a costi contenuti

Per chi segue i blog e i gruppi social di grafica, Affinity è un nome che suonerà familiare. Questa nuova suite è destinata a grafici e professionisti della post-produzione e si compone da due principali software: Designer e Photo. Incuriosito dalle voci di corridoio, ho deciso di testarli entrambi: Affinity si presenta come reale antagonista a Adobe CC e le premesse sembrano esserci tutte. Il prezzo contenuto, la compatibilità con i maggiori formati grafici e una struttura molto familiare per chi usa Photoshop e co. sono i plus che stanno spingendo alcuni addetti ai lavori a virare verso questa nuova software house. A guardare l'area di lavoro sembra effettivamente di aver avviato un applicativo Adobe, ed è un gran vantaggio per chi non riesce più a far a meno di pannelli e strumenti .


Non mi dilungherò sulla reale differenza tra i software dei due produttori così ho pensato di elencare tre buoni motivi per affiancare (o sostituire, a seconda delle esigenze) la suite Affinity ai programmi Adobe.

Modalità di lavoro separate

Una delle novità più interessanti di Affinity è la possibilità di personalizzare l'ambiente di lavoro. Sia Designer che Photo propongono una innovativa barra degli strumenti, chiamata Persona. Ogni pulsante permette di cambiare la modalità di lavoro, attivando solo gli strumenti e i pannelli utili per una determinata lavorazione. Ricorda vagamente l'ambiente di sviluppo utilizzato in Lightroom e trovo sia una delle introduzioni più interessanti di Affinity.

Essenziale al punto giusto

Alzi la mano chi non si è perso almeno una volta tra i menù di Photoshop o Illustrator. Da qualche anno a questa parte Adobe ci sta abituando a software sempre più completi e dalle mille funzioni e chi necessita di un software più essenziale non ha di certo bisogno di troppe opzioni. E, in tutta sincerità, molto spesso si finisce per utilizzare sempre è solo i soliti 4 strumenti presenti sin dalla prima versione della suite. Affinity fa meno e lo fa bene e per molti basta solo questo.

Restare al passo con la tecnologia

Non è affatto banale: qualche anno fa nessuno avrebbe immaginato la morte di Freehand ed invece oggi la nuova generazione di grafici non ricorda affatto il marchio Macromedia. Affinity potrebbe diventare uno standard o cadere nel dimenticatoio in fretta ma conoscerlo avvantaggerà i professionisti che avranno creduto in questa suite già dalla versione 1.0. Visto l'investimento irrisorio, io mi porto qualche passo in avanti.






Raffaele Angelillo

Raffaele Angelillo

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