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Se fate una ricerca su Google scoprirete che ci sono decine di articoli sull'effetto moirè riferiti alla fotografia. Ed effettivamente, le similitudini con la stampa sono tantissime, a partire dall'effetto ottico risultante e che dovrebbe essere pressapoco come l'immagine. 

Il moirè è, appunto, un particolare effetto ottico: spesso viene evidenziato durante la stampa di trame o pattern che, riprodotti ad un certo angolo di retino, danno un risultato ondulato e non uniforme. Un caso molto comune è la stampa di tessuti a trama sottile: nelle tonalità medie è facile che si formi il moirè, facendo risultare la stampa assai sgradevole. Non esiste, purtroppo, una vera e propria teoria sul moirè, ne regole che aiutino a prevenire questo spiacevole inconveniente. 

Ad esempio, nella stampa tipografica vengono usati angoli di retino dei quattro colori (cyan, magenta, yellow e black) impostati a 165° 105° 0° 45°: questo tipo di inclinazione può portare moirè in tinte morbide e nell'unione a due delle separazioni ciano-giallo (toni verdi) e magenta-giallo (toni pesca). Il cambio di angolazione di uno solo dei 4 colori può prevenire il moirè: se si stampa tonalità pesca, come la carnagione dei visi, impostando a 135° l'angolo del magenta possiamo diminuire la possibilità di stampa alterata.

Molte fussi di lavoro permettono questo genere di modifiche; alcune tipografie invece stampano senza regole di inclinazione, in stocastico, eliminando il problema alla radice. Non è un metodo molto utilizzato in quanto presenta altre problematiche, ma per particolari esigenze di stampa è una valida soluzione per evitare il fastidioso effetto moirè.

foto http://intothereflex.blogspot.it

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